Repricing e prezzi dinamici: servono al tuo e-commerce?
Il repricing cambia i tuoi prezzi da solo, seguendo i concorrenti e le regole che gli dai. Su un marketplace può fare la differenza; in un piccolo negozio online può costarti margine senza portare una vendita in più. Qui trovi come funziona, dove serve davvero e cosa fare se non ti serve.
Cos'è il repricing, e cosa sono i prezzi dinamici
Le due parole si usano spesso come sinonimi, ma non sono la stessa cosa.
- Repricing: cambiare i prezzi dei tuoi prodotti in risposta a quelli dei concorrenti. Il concorrente scende, tu scendi; il concorrente finisce il prodotto, tu risali. Un repricer è il programma che lo fa al posto tuo.
- Prezzi dinamici (dynamic pricing): cambiare i prezzi in base a più cose insieme, come la domanda, il magazzino, la stagione, il momento della giornata. È quello che fanno da anni voli, hotel e biglietti dei concerti. Il repricing ne è il caso più semplice: guarda soprattutto i concorrenti.
Per un negozio online la domanda vera di solito è la prima: devo far cambiare i miei prezzi a un programma ogni volta che si muove un concorrente?
Come funziona un repricer
- Legge i prezzi dei concorrenti, sul marketplace o sui loro siti.
- Applica le tue regole, per esempio "resta 1 € sotto il più economico" oppure "resta allineato alla media".
- Rispetta un minimo e un massimo che dai tu per ogni prodotto. Il minimo è la parte più importante: è il prezzo sotto cui non vuoi vendere, con dentro costo della merce, spedizione e commissioni.
- Scrive il nuovo prezzo sul marketplace o nel tuo negozio, di solito attraverso un'app o un collegamento al catalogo.
Il punto da capire è l'ultimo: un repricer non si limita a informarti, cambia quello che i tuoi clienti vedono, spesso mentre non stai guardando. Per questo vale quanto valgono le regole e i minimi che gli dai.
Dove serve davvero
Sui marketplace. Su Amazon più venditori possono stare sulla stessa pagina dello stesso prodotto, e il prezzo pesa su chi viene messo in evidenza: qualche centesimo di differenza può decidere chi vende. Lì il repricing nasce e ha senso. Prima di comprarne uno, tieni presente che Amazon offre ai venditori con il piano Professional un proprio strumento per automatizzare i prezzi, senza costi aggiuntivi: controlla in Seller Central cosa fa oggi.
Con cataloghi grandi e prezzi che si muovono spesso. Se hai migliaia di prodotti in un settore dove tutti cambiano prezzo di continuo, nessuno riesce a seguirli a mano. Ma di solito c'è anche qualcuno che si occupa delle regole, ed è quella la condizione che fa funzionare tutto.
Nel tuo negozio online, molto meno. Chi compra sul tuo sito guarda anche spedizione, tempi, recensioni, assistenza. Non è un elenco di venditori sulla stessa pagina: chi costa 1 € in meno non vince in automatico. Inseguire ogni ritocco del concorrente, in questo caso, spesso abbassa il prezzo senza che nessuno se ne accorga, tranne il tuo conto.
Il conto che conviene fare prima
Prendiamo un prodotto che vendi a 50 € e che ti costa 30 €, tutto compreso (IVA esclusa, per semplicità). Ogni pezzo ti lascia 20 €.
| Prezzo | Ti resta a pezzo | Rispetto a oggi | Per guadagnare come oggi |
|---|---|---|---|
| 50 € (oggi) | 20 € | — | — |
| 45 € (−10%) | 15 € | −25% | devi vendere il 33% in più |
| 52 € (+4%) | 22 € | +10% | puoi vendere fino al 9% in meno |
Un taglio del 10% si mangia un quarto del guadagno, e per recuperarlo serve un terzo di vendite in più: su un prodotto che non vive solo di prezzo, difficilmente arrivano. Il contrario funziona allo stesso modo: pochi euro in più dove nessun concorrente ti sta sotto valgono parecchio.
Rifai il conto con i tuoi numeri, soprattutto il costo vero del prodotto. È anche il modo più rapido per trovare il prezzo minimo da dare a un repricer, o da tenere a mente se decidi tu.
I rischi di cui si parla poco
- La rincorsa al ribasso. Se due negozi usano la regola "resta sotto il concorrente", i programmi si inseguono da soli fino ai rispettivi minimi. Nessuno vende di più, entrambi guadagnano meno.
- Reagire a un prezzo che non conta. Una promozione di un giorno, un prodotto esaurito, un formato diverso, un prezzo letto male: una persona se ne accorge, una regola no. Senza controlli, il tuo prezzo segue anche gli errori.
- Gli sconti che annunci dopo. In Italia, quando annunci una riduzione di prezzo devi indicare il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti (art. 17-bis del Codice del consumo). Se il programma ti ha portato per un giorno a 42 €, quel 42 € può diventare il riferimento dello sconto che volevi fare il mese dopo. Per i casi concreti chiedi al tuo consulente.
- Prezzi che cambiano sotto gli occhi dei clienti. Un cliente che ha visto un prezzo ieri e ne trova un altro oggi si fa domande, soprattutto se torna a comprare spesso.
Repricer o decidi tu: come scegliere
| La tua situazione | Cosa conviene |
|---|---|
| Vendi soprattutto su Amazon o altri marketplace | un repricer, partendo dallo strumento del marketplace |
| Migliaia di prodotti, prezzi che cambiano ogni giorno, qualcuno che cura le regole | un repricer o una piattaforma di prezzi dinamici |
| Negozio tuo, decine o centinaia di prodotti che contano | seguire i prezzi ogni giorno e decidere tu |
| Non sai ancora quanto si muovono i tuoi concorrenti | seguire i prezzi per qualche settimana, prima di automatizzare qualsiasi cosa |
L'ultima riga vale per tutti: un repricer ha bisogno di regole, e le regole buone vengono dal sapere come si comportano i tuoi concorrenti. Se devi scegliere uno strumento, ecco le domande da farsi e qualche esempio a confronto.
L'alternativa: sapere ogni mattina, decidere tu
CrawlMole non è un repricer, e lo diciamo chiaro: non tocca i tuoi prezzi. Fa la parte prima: ogni mattina ricontrolla prezzo e disponibilità dei concorrenti che segui e ti dice cosa è cambiato. Se ci dai l'indirizzo del tuo negozio, confronta ogni prodotto con il concorrente più economico che ce l'ha disponibile:
- Sei più caro: il tuo prezzo supera di più dell'1% quello del concorrente.
- Puoi alzare: sei sotto di più del 5%, oppure tutti i concorrenti l'hanno esaurito.
- Allineato: sei in mezzo, e non serve fare niente.
La decisione resta a te: guardi se è una promozione, se il prodotto conta, qual è il tuo minimo, e cambi il prezzo solo dove vale la pena. Abbiamo scritto anche cosa guardare quando un concorrente cambia prezzo.
Il tuo negozio si collega senza app e senza accessi, con Shopify, WooCommerce e la maggior parte degli altri negozi online. Seguire un concorrente ogni giorno costa circa 30 centesimi al mese + IVA, senza abbonamento.
Domande frequenti
Il repricing funziona anche su Shopify e WooCommerce?
Sì, esistono app per entrambe le piattaforme che leggono i prezzi dei concorrenti e aggiornano quelli del negozio. Il dubbio non è se si possa fare, ma se ti convenga: nel tuo negozio il prezzo non è l'unica cosa che decide la vendita.
Il repricing abbassa soltanto i prezzi?
No: un buon repricer può anche alzarli, per esempio quando un concorrente resta senza prodotto. Ma con regole come "resta sotto il più economico" la spinta è quasi sempre verso il basso, e per questo contano il minimo e il massimo.
Si possono usare i prezzi dei concorrenti per fare i propri?
Guardare i prezzi pubblici e decidere i tuoi per conto tuo è normale concorrenza. Altra cosa è accordarsi con i concorrenti sui prezzi, che è vietato. Se hai un caso particolare, chiedi a un legale.
Ogni quanto vanno aggiornati i prezzi?
Sui grandi marketplace anche più volte al giorno. Per un negozio con il proprio sito, sapere una volta al giorno cosa è cambiato di solito basta: lascia il tempo di capire se è una promozione o una scelta che dura.